NSC ER SOSTIENE L'APPELLO DI PALERMO
Firmate l'Appello, inviando un'email all'indirizzo di Noi Siamo Chiesa Emilia Romagna, precisando il vostro nome e cognome, oltre alla città di appartenenza.
L'indirizzo di Nsc Er è: nscemiliaromagna@alice.it
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Appello per una chiesa più solidale e compassionevole
Molti fatti con i quali veniamo a contatto ci dicono che oggi la
Chiesa tende progressivamente a isolarsi dal mondo contemporaneo.
Molti uomini e donne, specie giovani, avvertono, da parte loro, una
radicale estraneità dalla Chiesa. Tra Chiesa e società sembra essersi
determinata una drammatica frattura su questioni importanti come la
libertà di coscienza, i diritti umani (fuori e dentro la Chiesa), il
pluralismo religioso, la laicità della politica e dello Stato. La
Chiesa appare ripiegata su se stessa, chiusa e incapace di dialogare
con gli uomini e le donne del nostro tempo. Siamo molto preoccupati
per le conseguenze negative che tale perdurante situazione produce per
l’annuncio del Vangelo. Per questo, ci sembra saggio riprendere e
rilanciare la feconda intuizione di Giovanni XXIII nel suo discorso di
apertura del Concilio Vaticano II: quella di «un balzo in avanti»
della chiesa per una testimonianza in grado di rispondere «alle
esigenze del nostro tempo». Il tentativo in atto di contenere lo
Spirito del Concilio è, a nostro avviso, un grave errore che, se
perseguito fino in fondo, non può che aumentare in modo irreparabile
lo steccato tra Chiesa e società, Vangelo e vita, annuncio e
testimonianza. A noi sembra che l’insistere su visioni e norme
anti-storiche o non biblicamente fondate o, talvolta, anti-cristiane,
non aiuti la credibilità ecclesiale nell’annuncio del regno di Dio.
Vanno ripensati, ad esempio, le questioni riguardanti l’esercizio
della collegialità episcopale e del primato papale, i criteri nella
nomina dei vescovi che salvaguardino il pluralismo, la condizione dei
divorziati, dei separati e delle persone omosessuali, l’accesso delle
donne ai ministeri ecclesiali, la dignità del morire non terrorizzati.
Vogliamo una Chiesa che non imponga mai a nessuno le proprie
convinzioni sui problemi dell’etica e della politica e si fidi solo
della forza libera e mite della fede e della grazia di Dio. Vogliamo
una Chiesa che pratichi la compassione e trovi nella pietà la sua
gloria. E faccia sue le parole che il santo padre Giovanni XXIII
incise sul frontone del Concilio: «Oggi la sposa di Cristo preferisce
usare la medicina della misericordia piuttosto che della severità.
Essa ritiene di venire incontro ai bisogni di oggi non rinnovando
condanne ma mostrando la validità della sua dottrina... La Chiesa vuol
mostrarsi madre amorevole di tutti, benigna, paziente, piena di
misericordia e di bontà, anche verso i figli da lei separati».
Vogliamo una Chiesa che sappia dialogare con gli uomini e le donne e
le loro culture, senza chiusure e condizionamenti ideologici, e impari
ad ascoltare e a ricevere con gioia le cose vere e buone di cui gli
interlocutori sono portatori. La verità e la bontà sono di Dio, il
quale le dà a tutti gli uomini e non solo ai cristiani. Vogliamo che
al centro della Chiesa venga messo il Vangelo e la sua radicalità.
Solo così la Chiesa potrà essere vista e sperimentata come “esperta in
umanità”. È tempo che, senza paura, nella Chiesa e nella città
prendiamo la parola da cristiani adulti e responsabili, pronti a
rendere conto della speranza cristiana.
Palermo 25 febbraio 2009
Promotori dell’appello sono alcuni sacerdoti e laici, non solo
palermitani. In ordine alfabetico: Giuseppe Barbera (laico), Nino
Fasullo (prete), Rosellina Garbo (laica), Rosario Giuè (prete),
Tommaso Impellitteri (laico), Teresa Passatello (laica), Teresa
Restivo (laica), Franco Romano (parroco), Zina Romeo (laica), Rosanna
Rumore (laica), Cosimo Scordato (prete), Francesco Michele Stabile
(parroco).
L’appello finora ha raccolto più di 300 adesioni. Tra cui
i seguenti preti: Aurelio Antista (prete), Liborio Asciutto
(parroco)Gregorio Battaglia (prete), Alberto Neglia (prete), Egidio
Palombo (prete); Giovanni Calcara (frate), Gianni Novelli (prete).