ISAIA 2-3 RIFLESSIONI
Alcune riflessioni su Isaia 2 e
3
Isaia 2
1 Parola che Isaia, figlio di Amots
ebbe in visione riguardo a Giuda e a Gerusalemme. 2 Negli ultimi giorni avverrà
che il monte della casa dell'Eterno sarà stabilito in cima ai monti e si ergerà
al di sopra dei colli, e ad esso affluiranno tutte le nazioni. 3 Molti popoli
verranno dicendo: «Venite, saliamo al monte dell'Eterno, alla casa del Dio di
Giacobbe; egli ci insegnerà le sue vie e noi cammineremo nei suoi sentieri».
Poiché da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola dell'Eterno. 4 Egli
farà giustizia fra le nazioni e sgriderà molti popoli. Forgeranno le loro spade
in vomeri e le loro lance in falci; una nazione non alzerà piú la spada contro
un'altra nazione e non insegneranno piú la guerra. 5 O casa di Giacobbe, venite
e camminiamo nella luce dell'Eterno! 6 Poiché tu, o Eterno, hai abbandonato il
tuo popolo, la casa di Giacobbe, perché sono pieni di pratiche orientali
praticano la magia come i Filistei, stringono alleanze con i figli degli
stranieri. 7 Il loro paese è pieno d'argento e d'oro e i loro tesori sono senza
fine, il loro paese è pieno di cavalli e i loro carri sono senza fine. 8 Il loro
paese è pieno di idoli; si prostrano davanti all'opera delle loro stesse mani,
davanti a ciò che le loro dita hanno fatto. 9 Perciò l'uomo comune è umiliato e
l'uomo eminente è abbassato, ma tu non li perdoni. 10 Entra nella roccia e
nasconditi nella polvere davanti al terrore dell'Eterno e davanti allo splendore
della sua maestà. 11 Lo sguardo altero dell'uomo sarà abbassato e l'orgoglio dei
mortali sarà umiliato; soltanto l'Eterno sarà esaltato in quel giorno. 12 Poiché
il giorno dell'Eterno degli eserciti verrà contro tutto ciò che è orgoglioso ed
altero, e contro tutto ciò che si innalza, per abbassarlo, 13 contro tutti i
cedri del Libano, alti ed elevati, e contro tutte le querce di Bashan, 14 contro
tutti gli alti monti e contro tutti i colli elevati, 15 contro ogni torre
eccelsa e contro ogni muro fortificato, 16 contro tutte le navi di Tarshish, e
contro tutte le cose piacevoli. 17 L'alterigia dell'uomo sarà abbassata e
l'orgoglio degli uomini eminenti sarà umiliato; soltanto l'Eterno sarà esaltato
in quel giorno. 18 Gli idoli saranno interamente aboliti. 19 Gli uomini
entreranno nelle caverne delle rocce e negli antri della terra davanti al
terrore dell'Eterno e allo splendore della sua maestà, quando si leverà per far
tremare la terra. 20 In quel giorno gli uomini getteranno ai topi e ai
pipistrelli i loro idoli d'argento e i loro idoli d'oro, che si erano fabbricati
per adorarli, 21 per entrare nelle fenditure delle rocce e nei crepacci delle
rupi davanti al terrore dell'Eterno e davanti allo splendore della sua maestà,
quando si leverà per far tremare la terra. 22 Cessate di confidare nell'uomo,
nelle cui narici non c'è che un soffio: quale conto si può fare di
lui?
Isaia 3
1 Ecco, il
Signore, l'Eterno degli eserciti, sta per togliere a Gerusalemme, e a Giuda ogni
sostegno e appoggio, ogni sostegno di pane e ogni sostegno di acqua, 2
il prode e il guerriero, il giudice e il profeta, l'indovino e
l'anziano, 3il capo di una cinquantina e il notabile, il
consigliere, l'esperto in arti magiche e l'abile incantatore.
4Darò loro dei ragazzi come principi, e dei bambini li
domineranno. 5 Il popolo sarà oppresso, l'uno dall'altro, e
ognuno dal suo prossimo; il fanciullo sarà insolente verso il vecchio, lo
spregevole verso l'uomo onorato. 6 Uno afferrerà il proprio
fratello nella casa di suo padre e dirà: «Tu hai un mantello, sii nostro capo e
prenditi cura di questa rovina». 7 Ma in quel giorno egli
dichiarerà solennemente, dicendo: «Io non fascerò le vostre ferite, perché in
casa mia non c'è né pane né mantello; non fatemi capo del popolo». 8
Gerusalemme infatti barcolla e Giuda cade, perché la loro lingua e le
loro opere sono contro l'Eterno, per provocare ad ira lo sguardo della sua
maestà. 9 La loro parzialità con le persone testimonia
contro di essi; mettono in mostra il loro peccato come Sodoma e non lo
nascondono. Guai a loro, perché fanno del male a se stessi. 10
Dite al giusto che avrà bene, perché mangerà il frutto delle sue
opere. 11 Guai all'empio! Gli verrà addosso la sventura,
perché gli sarà reso quel che le sue mani hanno fatto. 12
Gli oppressori del mio popolo sono fanciulli, e donne dominano su di
lui. O mio popolo, quelli che ti guidano ti conducono fuori strada e distruggono
il sentiero che tu percorri. 13 L'Eterno si presenta per
accusare e prende posto per giudicare i popoli. 14 L'Eterno
entra in giudizio con gli anziani, del suo popolo e con i suoi principi: «Siete
voi che avete divorato la vigna; le spoglie del povero si trovano nelle vostre
case. 15 Quale diritto avete di calpestare il mio popolo e
di pestare la faccia dei poveri?», dice il Signore, l'Eterno degli eserciti.
16 L'Eterno dice ancora: «Poiché le figlie di Sion sono
altezzose e procedono con il collo teso e con sguardi provocanti, camminando a
piccoli passi e facendo tintinnare gli anelli ai loro piedi, 17
il Signore colpirà con la scabbia la sommità del capo delle figlie di
Sion, e l'Eterno metterà a nudo le loro vergogne». 18 In
quel giorno il Signore toglierà l'ornamento degli anelli alle caviglie, i
cappellini e le lunette, 19 gli orecchini, i braccialetti e
i veli, 20 i turbanti, le catenine ai piedi, le cinture, i
vasetti di profumo e gli amuleti, 21 gli anelli, i gioielli
al naso, 22 gli abiti da festa, le mantelline, gli scialli
e le borsette, 23 gli specchi, le camicette, i cappucci e
le vestaglie. 24 E avverrà che invece di profumo vi sarà
marciume, invece della cintura una corda, invece di riccioli calvizie, invece di
una veste costosa un sacco stretto, un marchio di fuoco invece di bellezza.
25 I tuoi uomini cadranno di spada, e i tuoi prodi in
battaglia. 26 Le sue porte gemeranno e saranno in lutto;
tutta desolata siederà per terra.
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Seconda puntata alla scoperta del grande
profeta Isaia, occhio di Dio sulla storia dell’uomo. Nei due capitoli
affrontati, Dio richiama nuovamente l’attenzione del suo popolo eletto,
attraverso il profeta. Il richiamo risulta ancora una volta piuttosto severo:
tutte le genti dovranno affluire in Gerusalemme, luogo in cui attenderanno il
giudizio del Signore (neanche Israele sfuggirà ad esso). Il giudizio del Signore
ricadrà come fulmine sul suo popolo poiché esso non si sa distinguere dagli
altri; si servirà infatti di maghi e indovini e si ricoprirà di ricchezze che
conducono all’idolatria (”praticano la magia come i Filistei, il loro paese è
pieno d'argento e d'oro e i loro tesori sono senza fine”). Le ricchezze e i
beni materiali, infatti, procurano all’uomo false sicurezze che nel giorno del
giudizio verranno annientate. La condanna si estende anche nel terzo capitolo,
in cui vengono elencati i lussi di Gerusalemme, con particolare riferimento alle
donne che ricoprono i loro corpi di profumi e gioielli. Cosa possiamo dedurre da
questi due brani? L’interpretazione sembra semplice, ma riportare nelle nostre
vite queste parole, così taglienti, non lo è affatto. Personalmente mi spaventa
molto vedere Dio in questa veste di colui che giudica, che condanna. E’ un po’
come accettare in un certo senso che anche in lui vi sia un lato oscuro,quasi
cattivo: “si leverà per far tremare la terra”, “davanti al terrore
dell'Eterno”, “ invece di profumo vi sarà marciume,un marchio di fuoco invece di
bellezza”. Eppure i suoi rimproveri sono inequivocabili. Lo sono stati anche
nell’episodio di Sodoma e Gomorra, che viene nuovamente citato da Isaia(3.9). Mi
sono fermato a pensare a tutti i momenti in cui anch’io mi sento cattivo,e alla
grande difficoltà che provo nell’accettare questa mia componente, poiché vedo
che sovente può ferire le persone care. Ma allora qual è l’oggetto di questa
rabbia divina così ostinata verso i suoi figli? Qual è il male che più di ogni
altro scatena l’ira di nostro Signore, tanto da trasformare la sua indole
misericordiosa in ferocia? La risposta è probabilmente da ricercarsi nel
concetto di “idolatria”, che riassume in sé tutti i comportamenti del popolo
d’Israele contro cui Dio si scaglia. Ma cosa intende Isaia, che parla per conto
del nostro Signore, per idolatria? Quali sono gli idoli per Israele e per noi
oggi? Gli idoli, innanzitutto, sono sempre opera delle nostre mani ed esprimono
la convinzione di poter contare solo sulle nostre forze, su noi stessi, senza
affidarci al Signore. Non sono dunque gli oggetti di per sé, bensì la
presunzione nel pensare di potercela cavare da soli. L’idolatria quindi è
l’adorazione di sé stessi. Può anche sussistere nel nostro modo di rapportarci
con Dio, quando anche inconsapevolmente pensiamo di poter condurre le cose
meglio di lui. L’idolatria ci dà infatti la convinzione di essere sempre nel
vero. Da qui allora il consiglio che possiamo trarre dalle Sacre Scritture. In
qualunque momento, anche quando siamo alla ricerca della verità, dobbiamo stare
sempre attenti a metterci in discussione fino in fondo. Ogni facoltà umana può
divenire un idolo se ci induce a sostituirci a Dio; l’intelletto stesso, che ai
giorni nostri viene così tanto ostentato anche all’interno della Chiesa, può
costituire una forma di idolatria se ci allontana da nostro Signore e dai suoi
comandamenti d’amore.
Pietro Morotti