SU RADIO MARIA VA IN ONDA L'OMOFOBIA


Questa la puntata de "Il medico in diretta"

di Chiara Atzori.
http://www.gaynews.it/view.php?ID=79396

Radio Maria

Il Medico in diretta a cura della dottoressa Chiara Atzori specialista delle malattie infettive.

Chiara Atzori. Pronto?

Pronto?

Chiara Atzori. Bongiorno?

Bongiorno.

Telefono da La Spezia, faccio parte di un gruppo religioso, del terz'ordine francescano. Tra di noi c'è nè tanti che pensano di legalizzare l'omosessualità. Anche bo incontrato frati e preti che pensano di legalizzare così. E io penso anche come legalizzare la droga leggera. Secondo lei se si legalizza tutta questa storia che per me non va legalizzata perchè come diceva appunto lei Dio ci ha fatto così e così dobbiamo essere. Secondo lei va ad aumentare questo aids o va a diminuire...

Chiara Atzori. Sì...

Questa è la mia domanda.

Chiara Atzori.  Bhe direi che la domanda è molto chiara e che la risposta era già nella conversazione di oggi però personalmente credo che nonn sia ragionevole negare che nei paesi dove è avvenuta la normalizzazione dell'omosessualità, e quindi in qualche modo la depatologizzazione intesa come, così, equiparazione un modo di essere come un altro i risultati sanitari sono stati devastanti. E questo è un dato di realtà che si evince sia dagli studi epidemiologici degli Stati uniti d'America, direi ancora di più dai dati inglesi, in cui veramente la prevalenza delle infezioni nella popolazione omosessuale sono estremamente elevate ma sopratutto dove, purtroppo, anche la propaganzione di una normalizzazione dell'omosessualità non fa altro che incrementare anche i comportamenti cosìdetti esplorativi. Cosa vuol dire? Che appunto anche la bisessualità diventa una norma ma se nel gruppo del comportamento omosessuale esiste un altissimo rischio il ponte della bisessualità lo porta fuori dal gruppo dell'omosessualità e lo, in qualche modo, apre anche a quella che è la maggior parte della popolazione che è eterosessuale. Questo è il dato di realtà. Cioè il dato interessante è proprio questo cioè che non si tratta di stigmatizzare come brutti, sporchi e cattivi quelle persone, quegli individui, che hanno un orientamento omosessuale, ma riconoscere un dato oggettivo: in quel tipo di orientamento esiste una tendenza alla promiscuità, a comportamenti autodistruttivi, narcisistici, all'abuso di droghe ecc. che è legato intrinsecamente a che cosa? A quell'orientamento, perchè si è visto che cosa?Contrariamente a quello che si ipotizzava, che fossero così diciamo a volte strani o trasgressivi perchè non erano accettati, che questo tipo di comportamento invece è continuato e anzi si è dilagato proprio nei paesi in cui è avvenuta la cosìdetta "normalizzazione". per cui non è la normalizzazione che fa scendere o anzi porta ad una crescita o una maturazione umana di queste persone, continua a persistere una gravissima forma di immaturità, tra virgolette, della persona e questo a discapito del fatto che però la normalizzazione apre le porte, anche a livello educativo, a dei modelli che non sono buoni. Quindi in questo senso è chiaro che dobbiamo essere molto realistici, al di là del credo religioso, sul fatto che dove una nazione normalizza a livello proprio legislativo equiparando per esempio le unioni omosessuali a quelle eterosessuali, il modello educativo trasmesso fa si che quello che comunque a livello culturale veniva considerato diciamo una eccezione, quelcosa di particolare, venga considerato come normale e che quindi non si vede perchè non deve essere praticato, percorso, ricercato. E' questa la pericolosità quindi di rendersi conto che la normalizzazione non è come si pensa un modo per dire alle persone che hanno questo orientanto "ti voglio bene" quelllo glielo posso dire indipendentemente dalla normalizzazione, ma riconoscere che la persona con un certo orientamento ha una ferita, e quindi le voglio bene, ma riconosco la ferita e quindi non normalizzo la ferita, altrimenti quello che è tra virgolette una ferita, potremmo definire patologia, considerata come normalità è chiaro che verrà ad essere una trappola per quelli che invece vi si inoltrano pensando che sia qualcosa di normale [...]

--------------------------------------------------------------------------------------------------

Conosciamo bene le tesi sostenute da Chiara Atzori sull'omosessualità
da lei ritenuta una malattia - nonostante le posizioni di segno
contrario dell'ordine degli psicologi -dalla quale si può guarire.
Questa volta l'infettivologa si lancia in un delirio che non ha nulla
a che spartire con la scienza ma ha molto a che vedere con i
pregiudizi morali di cui è portabandiera in Italia. E' sconcertante
che un medico giunga ad inventarsi delle favole insostenibili, pur di
dare fiato alla sua stanca e trita convinzione ideologica e
confessionale, ampiamente smentita da decine di interventi di esperti
alla conferenza mondiale sull'AIDS di Città del Messico, conclusasi
pochi mesi fa.

Purtroppo per la Atzori le menzogne che propaga come verità
scientifica sono facilmente sbugiardabili: è sufficiente non avere la
mente ottenebrata da certe disposizioni vaticane in materia di HIV/AIDS.

L'evidenza scientifica riporta un dato di segno esattamente opposto ossia che uno
degli strumenti di prevenzione - più volte segnalato a Città del
Messico -  è proprio la lotta contro la discrimininazione dei gruppi
maggiormente vulnerabili. In particolare è stata citata la lotta contro
quella omofobia che gli atteggiamenti della Atzori favoriscono con
precisa intenzionalità.

E' grave che un medico giochi con la salute e la vita delle
persone, arrivando ad interpretare chissà quali dati alla
fioca luce della propria fede reazionaria. Sono proprio le posizioni
assurde della Atzori che favoriscono la discriminazione delle persone
omosessuali e, conseguentemente, il loro allontanamento dagli strumenti
di prevenzione. Da un medico è lecito aspettarsi che faccia di tutto
per sconfiggere un virus, non che ne favorisca la crescita. Questo è
inaccettabile, oltre che incivile.

 

Sandro Mattioli

(simpatizzante Noi Siamo Chiesa Emilia Romagna)