NSC ER:VALUTAZIONI HIV


NSC EMILIA ROMAGNA: AIDS E MORALE SESSUALE

In quest’ultimi anni si parla troppo poco di Aids. Eppure la malattia non è scomparsa, ma anzi seguita a mietere tante, troppe vittime soprattutto in Africa e in Asia. Nel nostro Occidente l’Aids ha ormai assunto i connotati di malattia cronica, ma non per questo possiamo prenderci il lusso d’abbassare la guardia: il virus resta ancora letale nel Terzo mondo come dalle nostre parti. Di Aids hanno dibattuto anche il card. Martini ed il prof. Marino in un celebre confronto su temi di bioetica pubblicato alcuni mesi fa sul settimanale “L’Espresso”. In quell’occasione il cardinale arrivò a considerare quale “male minore” l’adozione del preservativo nei rapporti sessuali all’interno d’una coppia coniugata in cui uno dei due sposi fosse sieropositivo. La pronuncia di Martini, a nostro giudizio contenuta ( è “male minore” l’adozione del condom per salvare la vita d’una persona?) ma pur sempre apprezzabile, suscitò un vespaio di polemiche soprattutto da parte degli ambienti più conservatori del mondo cattolico. Così, proprio alla luce dell’apertura dell’arcivescovo emerito di Milano, abbiamo deciso di organizzare una serata sull’Aids e la morale sessuale con esperti del mondo della medicina e della morale cattolica, non per forza solidali con l’istanze del nostro movimento. Con questa iniziativa vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica sulla drammatica attualità del virus dell’HIV, che colpisce uomini e donne, adulti e bambini, eterosessuali ed omosessuali. Allo stesso tempo è nostro interesse far conoscere e parimenti confrontarci con quella che è la posizione sul tema della Chiesa cattolica esaminando e dibattendo anche sugli aspetti di morale sessuale più attinenti al problema Aids. Primo fra tutti il divieto dell’uso del preservativo nei rapporti coniugali, gli unici atti sessuali consentiti dal Magistero, che non riconosce l’amore vissuto al di fuori della cornice matrimoniale. Sul fronte della prevenzione dal contagio per via sessuale del virus dell’Hiv, la Gerarchia cattolica considera, quale unico strumento legittimo, la sola astensione sessuale. Tale orientamento non ci convince. L’invito all’astensione infatti mette l’uomo nella condizione di privarsi, a priori, di quella che è una componente essenziale della propria vita. Una componente essenzialmente positiva, bella e pura. La sessualità infatti non è intrinsecamente un male, bensì è l’uso di questa che non sempre è apprezzabile sotto il profilo morale. Il nostro movimento pertanto considera urgente impegnarsi con ogni mezzo a disposizione per evitare il dilagare della malattia e scongiurare così la sofferenza e la morte di altre vite. Siamo convinti che il condom sia un presidio igienico sanitario capace, anche se non offre una copertura totale, d’abbassare di molto il rischio di contagio. Speriamo quindi che il Magistero ponga fine alla demonizzazione del profilattico e sostenga la diffusione di questo strumento, utile per la prevenzione dall’HIV, per ogni rapporto sessuale, dentro o fuori il matrimonio. Occorre infatti lasciare da parte il giudizio morale, pur se importante, sulla bontà o meno d’un rapporto sessuale. Come cristiani, in questo caso, siamo chiamati ad anteporre alla morale l’esigenza concreta di salvare la vita del nostro prossimo.

“Noi Siamo Chiesa - Emilia Romagna”

2006

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