NSC ER: IN SERVIZIO PER LA CHIESA


In relazione al prossimo incontro fra una delegazione di Noi Siamo Chiesa e mons. Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, si è tenuta, domenica 30 settembre, al Circolo Arci Benassi di Bologna, un’assemblea di Nsc Er per definire la posizione del coordinamento rispetto all’atteggiamento da adottare in quell’occasione. Alla riunione hanno partecipato circa 20 persone, che si sono confrontate in un clima di reale comunione e ascolto reciproco. Per Nsc Er è importante far capire al nostro interlocutore la vera posizione del movimento, che non è, al di là dei vissuti e delle delusioni dei singoli, contro la Chiesa come popolo di Dio e quindi nemmeno avverso alla Gerarchia ecclesiale. Prevale invece lo spirito di servizio e di vera risorsa per il bene dell’intera comunità cattolica. Noi Siamo Chiesa si presenta come realtà di frontiera, che svolge un compito importante di ascolto e confronto con tutte quelle persone, che stanno fuori i confini della cattolicità per i più diversi motivi. Non va dimenticato il fatto che Nsc è forse l’anima più appariscente del cattolicesimo critico, ma esiste una vera e propria galassia di gruppi, più o meno strutturati, che si muovono nella medesima direzione e che meritano di essere ascoltati. Proprio dalla preziosa riflessione di un piccolo gruppo quale quello di “Ricerca e confronti” di Sorrivoli (FC) Nsc Er ha preso spunto per definire le tematica da presentare a mons. Bagnasco:

1) denuncia dell’offuscamento, sempre più evidente, dell’immagine della Chiesa come popolo di Dio (“Lumen gentium”, 9);

2) necessità di porre al centro della vita ecclesiale la Parola di Dio, fonte della Rivelazione divina insieme alla Tradizione (“Dei Verbum”, 7) e sempre più nascosta dalla massiccia produzione di pronunce, documenti e direttive del Magistero;

3) riscoperta della Povertà, che dovrebbe caratterizzare il modo di essere della Chiesa sotto ogni profilo, materiale e spirituale, con la considerazione che purtroppo la Carità è sempre più delegata a delle agenzie ( Caritas etc.);

4) superamento della presunzione magisteriale di possedere la verità su tutto e di poterla imporre ai fedeli e anche agli altri senza un effettivo confronto con il popolo di Dio con le sue varie sensibilità ed esperienze e con le esigenze concrete della condivisione e della carità;

5) annuncio del rischio evidente per la Chiesa di non essere più tramite e veicolo di Speranza, di essere sempre più lontana dalla vita concreta, dalle sofferenze e dalle attese della gente;

6) esistenza di ben 10000 preti sposati, con o senza dispensa, che non sono né una vergogna, né un inciampo per gli altri fedeli, bensì una vero e proprio arricchimento da far valere nell’ambito della prassi ecclesiale;

7) sollecitazione della Chiesa a superare la situazione di congelamento dell’analisi e della riflessione sulla condizione delle persone omosessuali, le quali è bene che siano considerate in primis come persone al di là di qualsiasi forma di discriminazione dettata anche da una non serena lettura complessiva della sessualità;

8) esigenza di esaminare con grande rispetto e attenzione la condizione della donna ancora oggi non pienamente integrata e compresa nella Chiesa insieme alle stesse protagoniste.

NOI SIAMO CHIESA EMILIA ROMAGNA

Bologna 30 settembre 2007

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